Chi siamo noi?

Ma come? Ma noi non siamo mica quelli intelligenti, quelli furbi, quelli che sanno stare al mondo, quelli svegli, quelli con una dignità, quelli con le palle che sanno quello che vogliono? Ma se noi siamo tutta sta roba, perché ci trasformiamo in vittime piagnucolose quando ci fanno del male sputando sugli altri come se fossero loro l’unica causa delle nostre disgrazie? Voglio capire, ovvio, perché qualcosa non mi torna. Noi siamo quelli che si vantano quando si raccontano e che se la tirano e si incazzano quando vengono collocati nella massa delle donne e degli uomini comuni e poi siamo anche quelli che spiegano al mondo perché siamo diventati chiusi, diffidenti, schivi, riservati, doloranti e delusi. No. Credo proprio che i conti non riescano a tornare, per lo meno non a casa mia.

DOUBLE-FACE

Perché uno furbo non si fa inculare, uno intelligente non da fiducia a un ladro, uno con le palle non si piega sotto i capricci di un idiota, uno sveglio non si aspetta la fedeltà da una zoccola, una persona con dignità non si fa umiliare in continuazione, uno con le palle sa distinguere chi vuole viverti addosso senza fare un cazzo spolpandoti soldi e sangue a meno che, quello che mostriamo di essere non sia l’unica facciata che abbiamo. Magari siamo anche fragili, un po’ sfigati, paurosi, indecisi, provati da vecchi fallimenti personali, magari siamo anime irrisolte, orgogliose, un po’ presuntuose e arroganti, esseri umani con i coglioni sotto ma con tante mancanza che neppure sappiamo di avere. Una sorta di doppia personalità, una medaglia di cui lucidiamo con cura solo una delle due facce. Capiamoci bene: se il tonno mi fa schifo non lo mangio. Se mi fa venire la nausea, non me lo metto in bocca solo perché ho fame, altrimenti significa che non mi fa così poi tanto schifo, oppure significa che, per necessità, mi faccio andare bene anche quello che non mi piace. Oppure sono una donna che odia il tradimento, però oggi divento l’amante di un uomo sposato perché non so stare sola oppure perché mi voglio far mantenere scopandomelo senza impegni per poi piangere domani perché sono stata tradita a mia volta. La necessità. La necessità. Questa grandissima e fottuta necessità. Di cosa abbiamo bisogno davvero? Cosa siamo disposti a fare per le nostre necessità tanto da giustificarci come i ” buoni della situazione che lo prendono in culo” quando le cose ci si rivoltano contro? Ma fatemi capire, siamo noi a essere dei grandi inganni, oppure qualcosina la sbagliamo anche noi? I mostri sono sempre gli altri, oppure permettiamo agli altri di farci del male perché abbiamo delle recondite ed egoistiche necessità che ci trasformano in future vittime capaci di recitare la parte di quelli che fanno sempre bene ma ricevono solo calci in faccia? Credo che sia da prendere in causa la seconda possibilità. Credo che noi siamo tanta roba ma oltre modo, siamo i veri responsabili di quanto ci succede e dei comportamenti di merda delle persone che abbiamo scelto. Si, perché noi le abbiamo scelte, perché siamo noi a permettergli di trattarci male, perché la nostra dignità si comporta come una signora di buona famiglia capace di trasformarsi in una puttana di alto borgo quando vede la possibilità di soddisfare le proprie necessità, fosse anche solo un po’ d’amore che ci è stato derubato da bambini o un paio si scarpe da 300 euro. Noi non siamo “i buoni che lo prendono nel culo”. Noi siamo solo dei grandissimi coglioni che si giocano la propria libertà e la propria dignità per una manciata di esigenze frustrate che sanno di letame, aspettando siano gli altri a soddisfarcele perché non siamo capaci di amarci e di salvarci il culo con le nostre forze. Noi siamo la gente con le palle che si castrano da soli quando ci sentiamo persi e impauriti tanto da farcele schiacciare come fosse una comune e banale pratica di sadomasochismo. Noi non siamo le vittime del mondo. Noi siamo i veri carnefici di noi stessi. Noi siamo i veri mostri che si buttano via perché abbiamo una bassa autostima che alimentiamo per la mancata capacità di reggere una sconfitta. Noi siamo quelli che stanno affogando in una mare di lacrime inutili e fasulle. Noi siamo quelli delle mille seghe mentali senza mai eiaculare davvero. Le vere vittime sono i bambini e gli animali massacrati e violentati che non hanno strumenti per difendersi. Noi siamo solo gli adulti che vogliamo essere. Punto.

– Chiarasandra Trevisan