Italia sì, Italia no… Italia?!

Giugno e luglio! Vacanze? Mare?…..Magari!
Per gli universitari questi sono due mesi di fuoco!
Concentrano gli ultimi sforzi e neuroni per chiudere un anno universitario.
E si ripetono la fatidica frase:  “Studia, perché lo studio ti rende libero. Non pensare ai sacrifici ma ai risultati che otterrai”.
Ce l’hanno ripetuto talmente tante volte che ci abbiamo creduto!
I sacrifici li facciamo, studenti e genitori degli studenti…per cosa?
Cariche prestigiose spettanti ai partecipanti dei vari bunga bunga che, non sanno scrivere il proprio nome, ma guadagnano fior di milioni? Ragazzi che correndo dietro una palla hanno stipendi d’oro e paparazzi  decerebrati che fanno soldi persino lanciando le proprie mutande, mi auguro pulite, dalla finestra?
Ma….ma… i sacrifici?! Le sudate carte?!
Dimenticavo! Queste regole valgono per noi comuni mortali che dobbiamo conseguire una laurea anche per allacciarci le scarpe!  E corsi di specializzazione, e master! E una seconda laurea, perché la prima nemmeno basta più!

italiaLeggi, quindi, le offerte di lavoro e comunque non hai i “requisiti”: se hai l’età richiesta, intorno ai 20 anni, non hai titoli ed esperienza (ma non era apprendistato?!) e se hai esperienza e titoli sei troppo vecchio, hai più 25 anni e i datori non possono ricevere alcuni tipi di contributi o agevolazioni!
Ma la colpa è nostra! Siamo “schizzinosi” e “bamboccioni”!
Non c’è un lavoro che ci vada bene, non siamo autosufficienti e a 30 anni viviamo ancora con mammà!
Non c’entrano i tagli a destra e a sinistra che eliminano nuovi e vecchi posti!
E poi ci sono i simpaticoni che con frasi tipo “beh..sposatevi un ricco imprenditore!” sputano sull’evoluzione femminista e paritaria…e sugli studi!
Ma noi restiamo “schizzinosi”!
A chi non piacerebbe un ‘part time’ di 7 ore per una paga di 300€ lordi,  che ci si rimette solo di benzina? E un dottorato che per 10 ore quotidiane ti dà 1030€ netti? Chi osa disdegnare l’assistenza a vita del prof, l’internato, per arrivare ad un concorso che lo stesso prof. farà vincere al figlio?
E si sente parlare di “fuga dei cervelli”. E tornano alla mente fotografie in bianco e nero  dei tuoi nonni, con in testa lei un fazzoletto e lui una ‘coppola’ e, in mano, valigia di cartone e biglietto del treno.
E chi non può partire? Deve continuare a subire umiliazioni e prese in giro dal mondo lavorativo e dalla politica menefreghista e scialacquatrice ( grazie alla quale ci troviamo in questa situazione!) frustrato e impotente, in un’Italia che sente sua solo ai mondiali, in cui il lavoro non c’è o è per pochi eletti o è sfruttamento?!

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